A Villa Campolieto torna alla città l’edicola vanvitelliana (ANSA)

A Villa Campolieto torna alla città l’edicola vanvitelliana (ANSA)

L’intervento della Fondazione Ente Ville Vesuviane celebrato con uno spettacolo.

Un importante tassello del percorso di tutela e valorizzazione di Villa Campolieto ad Ercolano è stato completato con la demolizione delle superfetazioni che per anni avevano compromesso la piena percezione dell’edicola monumentale vanvitelliana.
Grazie alla rimozione delle aggiunte incongrue, uno degli elementi più significativi della quinta scenografica della struttura torna oggi pienamente leggibile e restituito alla collettività.
L’intervento rientra nel progetto di “Valorizzazione del patrimonio storico-architettonico della Fondazione Ente Ville Vesuviane” ed è stato realizzato in accordo con la Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio per l’Area Metropolitana di Napoli. Nello specifico, i lavori di demolizione hanno riguardato due corpi di fabbrica di proprietà della Fondzione, ripristinando così l’originaria configurazione storica dell’area e del complesso del Miglio d’Oro. A inaugurare simbolicamente l’area ritrovata è stata la musica. Proprio negli spazi prospicienti l’edicola monumentale, il Festival delle Ville Vesuviane ha ospitato lo spettacolo di Brunello Canessa “Titina De Filippo – La musica nelle parole”, unendo ideale tutela, restauro e partecipazione culturale dal vivo. “La demolizione delle superfetazioni rappresenta un intervento di grande valore, che rientra in un più ampio progetto di tutela e valorizzazione del complesso monumentale di Villa Campolieto”, dichiara Gennaro Miranda, presidente del Consiglio di gestione della Fondazione Ente Ville Vesuviane. “La rimozione delle aggiunte incongrue restituisce alla collettività la piena percezione dell’edicola e del suo mascherone, elemento di particolare rilievo anche per la storia della Villa. Nella Sala dell’Incannucciata, infatti, è conservato un autoritratto di Luigi Vanvitelli, raffigurato con alle spalle proprio il mascherone dell’edicola, a testimonianza dell’importanza attribuita dallo stesso architetto a questo luogo. È un ulteriore passo nel percorso di recupero e valorizzazione di Villa Campolieto e, più in generale, dello straordinario patrimonio delle Ville Vesuviane”. (ANSA)

Riproduzione riservata © Copyright ANSA
[Articolo originale]

13.-ANTONIO-PETITO

13 luglio 2025 |  VILLA CAMPOLIETO | ERCOLANO ORE 19:30

TEATRO

NELLE STANZE DEL DUCA DI SANGRO

infinito petito

Tre surice dint' a no mastrillo

di ANTONIO PETITO
con Rosario D'Angelo, Diego Consiglio, Maria Teresa Iannone, Vincenzo Bove, Vincenzo Vecchione
adattamento e regia Riccardo Citro

Pulcinella è molto più di una maschera: è il residuo attivo di una memoria teatrale che non ha mai smesso di vivere. È uno strumento vivo e presente, capace di guidare l’attore e di imprimere una forma precisa alla scena. Ogni volta che si mette in scena una “pulcinellata”, la sfida è sempre la stessa: far esplodere la sua potenza comica, rinnovare la sua vocazione parodica, attualizzarne la forza. Pulcinella non ha bisogno di resurrezioni nostalgiche: è vivo ogni volta che lo si lascia agire. “Tre surice dint’a no mastrillo” di Antonio Petito, è una piccola macchina perfetta: una partitura fatta di parole essenziali, gesti rapidi, e soprattutto spazi per il gioco attorale. Nella sua apparente leggerezza, il copione nasconde un meccanismo teatrale millimetrico, che regge il tempo e lo sguardo contemporaneo. Petito non spiega né giustifica: presenta tipi umani, desideri ossessivi, corteggiamenti grotteschi. Pulcinella, degradazione farsesca dell’innamorato romantico, è coinvolto in una corsa assurda e violenta verso un oggetto del desiderio tanto erotico quanto irreale: la figlia della tavernara. In questa versione, la farsa diventa specchio amaro del nostro presente. L’amore si trasforma in consumo, l’oggetto desiderato è un bene da conquistare e bruciare. I tre pretendenti sono tre maschere della pulsione cieca, incapaci di reale relazione, immersi in un automatismo che è, oggi, lo specchio della nostra bulimia affettiva e sessuale. La scena si fa così essenziale, quasi crudele, per lasciar emergere un riso secco, violento, quasi animalesco

SPETTACOLO TEATRALE E SPETTACOLO DI DANZA
INTERO: € 10,00
RIDOTTO UNDER 25 E OVER 65: € 7,00
Biglietteria fisica la sera dello spettacolo dalle ore 18:00