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Il vestibolo

Ci troviamo nel vestibolo superiore, l’unica sala che conserva l’originale pavimentazione in cotto della villa.

Ci accoglie un armonico spazio dove si ha la percezione immediata dell’organizzazione degli ambienti e delle funzioni assegnate. Le ventuno stanze del piano nobile si susseguono l’una nell’altra, disegnando un percorso a ‘cannocchiale’ che non riesce a completarsi in un cerchio. Gli ambienti principali sono introdotti da quattro lunette affrescate al di sopra delle porte, con alla base iscrizioni in latino che poeticamente scandiscono il tempo della casa tramite il ciclo delle stagioni.

 

Iniziando da destra (spalle all’ingresso) alzando lo sguardo ecco la prima iscrizione sormontata da una lunetta che ritrae Pomona, (’autunno / ingresso lato est). La scritta recita:
HAS POMONA COLIT SEDES ET LIBER AN UQUAM/ POSSE PER AUTUMNEM LAETIOR ESSE PUTES

(Pomona onora questi luoghi se ritieni che ogni luogo possa essere libero e più fecondo in autunno);

Sulla porta di fronte (lato est vista mare) invece la lunetta dedicata a Cloride (La primavera) recita:
HEIC UBI ODORATO CHLORIS PROCEDET AMICTU/MOLLIA JUCUNDE TEMPORA PUERIS AGAS

(Dove Cloride incederà col mantello profumato, trascorri piacevolmente momenti propizi ai fanciulli);

Sulla nostra testa nella lunetta del portone d’ingresso la scritta dedicata a Cerere (l’estate, lato Sud)recita:
QUA CERERIS FLAVAS AESTU TERET AREA FRUGES/NON ALIA MELIUS PARTE LATERE QUEAS

(Quale altro luogo che non sia in questa parte produrrà meglio le messi mature di Cerere);

Al di sopra della sala d’ingresso che conduce all’Incannucciata, la scritta, dedicata alla costellazione dell’acquario e all’inverno recita:
FRIGIDUS HIBERNA LICET INSTET AQUARIUS URNA/ QUID BOREA HEIC METUAS QUID MALA DAMNA NIVIS

(Per quanto Acquario abbia già attraversato gli accampamenti invernali con la sua urna, si tema la Borea e i danni della neve).

Il vestibolo è ampiamente illuminato grazie alla una splendida cupola con finestre ovali che spicca anche dall’esterno, aggraziando la figura della villa.

Purtroppo, gli affreschi della cupola, probabilmente opera di Crescenzio La Gamba, sono andati completamente perduti, insieme alle statue presenti nelle nicchie agli angoli della sala che, partecipando al progetto decorativo complessivo annunciato nelle lunette e nelle scritte al di sopra delle porte, probabilmente raffiguravano le quattro stagioni.

La villa nel cinema

Tra quest’ambiente e la stanza successiva vennero girate nel 1966 alcune scene del film “Operazione San Gennaro” di Dino Risi, con Nino Manfredi e Totò tra gli attori di spicco presenti nella pellicola. Gli ambienti vengono utilizzati per inscenare un matrimonio “alla napoletana”, con ricco banchetto e tantissimi invitati. Documento dello stato di fatiscenza nel quale versava il complesso monumentale prima del recupero operato negli anni Settanta ad opera dell’allora nascente Ente per le Ville Vesuviane istituito con legge dello stato del 29 luglio 1971.

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